L’IMPORTANZA DI UN SALTO

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Il salto non è solo un movimento, ma è un gioco di grande importanza significativa nello sviluppo del bambino e nella sua esperienza di sè. Saltare è per crescere.

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COS’E’ UN SALTO

Il salto è un movimento rapido di spinta degli arti inferiori verso l’alto, è un gesto naturale ed è uno schema motorio fondamentale ma è anche qualcosa di molto complesso, infatti per poter saltare il bambino necessita di un controllo notevole del corpo unito alla potenza all’agilità e all’equilibrio. A livello emotivo saltare è qualcosa che genera tante emozioni, la sensazione di libertà durante il piccolo attimo di volo, la percezione di un corpo capace e forte ma può anche spaventare:il bambino che salta va contro la forza di gravità, sente il proprio corpo atterrare e può percepire un senso di insicurezza e instabilità.

QUANDO?

Affinchè un bambino possa approcciare ai primi salti è necessario che abbia acquisito la posizione eretta ed una certa padronanza di essa, solitamente quindi si parla di salto dopo i 12 mesi e dopo che il bambino ha iniziato a camminare. Ma è possibile osservare il piacere della ricerca del salto già nei mesi precedenti quando il bambino inizia ad alzarsi in piedi e attaccato con le mani a qualche struttura molleggia sui piedi di solito con giubilio. La padronanza vera e propria dei salti ed il corretto schema corporeo di spinta, salto, atterraggio sui piedi, si verificherà dopo i 3 anni.

IL SALTO: UN GIOCO SENSO MOTORIO

Il salto, come la corsa, il rotolare, il girare su se stessi ed altri giochi, è un’attività inscrivibile nei giochi sensomotori. 

In questi giochi il bambino, in generale, coinvolge tutto il corpo sia sul piano fisico che emotivo: il corpo viene usato come strumento per conoscere il mondo e conquistarlo, il corpo viene sperimentato nelle sue capacità senza uno scopo preciso, attraverso queste sperimentazioni il bambino prende consapevolezza delle sue capacità e di essere un corpo unitario, intero, integro e funzionante. I salti, come altri giochi senso-motori sono protagonisti delle sedute di psicomotricità cui setting predispone la possibilità di sperimentarsi in sicurezza in diverse forme di salto.  

L’aspetto principale dei giochi sensomotori è che generano un piacere fisico ed emotivo derivante dal movimento stesso, piacere che verrà poi ricercato di continuo. Non è quindi solo movimento ma è un gioco di grande importanza significativa nello sviluppo del bambino e nella sua esperienza di sè.

SALTARE PER DIVENTARE GRANDI

Se all’inizio il salto è qualcosa che avviene per caso, un movimento che genera piacere, in seguito viene ricercato e perfezionato, ed infine con il passare dei mesi il salto diventa proprio un gesto fatto dal bambino per affermarsi. 

Saltare significa perdere per qualche istante il contatto con il suolo e richiama nei bambini il desiderio di volare. Il bambino saltando perde e ritrova volontariamente un punto di appoggio e lo fa confidando nel successo, (quando un bambino salta immagina di arrivare sui suoi piedi non di cadere). Cadere non significa però non riuscire, anche cadendo il bambino si sperimenta e quando arriverà sui suoi piedi sarà entusiasta e fiducioso nelle sue capacità.

Il salto è per un bambino una manifestazione di onnipotenza o quanto meno la volontà di potenza, è piacere di essere sè stesso, saltare è sinonimo di autostima e fiducia in sè stessi e nel mondo.

COME FAVORIRE QUESTA COMPETENZA?

Il modo più semplice per permettere ai bambini di sperimentarsi nei salti è lasciarli fare, loro ricercheranno questo movimento in maniera naturale. Oltre a ciò possiamo rendere l’ambiente favorevole alle loro sperimentazioni per esempio creando piccoli gradini dai quali loro potranno saltare e predisporre anche atterraggi morbidi. Per esempio si può dare la possibilità di saltare da un piccolo rialzo come uno scalino e mettere per terra un cuscino o un tappeto morbido così che anche in caso di caduta il bambino non si faccia male e non si spaventi ma sia invogliato a riprovare. Per bambini piccolissimi, in età da nido sono sufficienti davvero pochi cm di rialzo da terra per generare in loro piacere nel salto e quella sensazione di potenza di cui accennato prima; i salti possono essere anche fatti senza rialzo, il piacere di saltare si crea anche al suolo, anche saltare su un tappeto è sufficiente. Qualche volta possiamo anche fare delle eccezioni e permettere ai bambini di saltare su letti e divani e perché no dentro qualche pozzanghera.

Potete favorire il salto del bambino offrendo le vostre mani come sostegno, ma senza variare ed influire sull’energia e sul ritmo proposti dal bambino. 

È importantissimo riconoscere il salto del bambino come esperienza di vita e valorizzarlo, rimandando ai bambini un messaggio positivo e di rinforzo; apprezzate i loro salti: le parole e gli sguardi compiaciuti, se autentici, sono importanti tanto quanto uno spazio adatto.

Giochi e attività per crescere

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Cosa dice la nostra Neuropsicomotricista

LAURA UGEL

Il salto, come ben spiegato in questo articolo, è una competenza psicomotoria che il bambino acquisisce gradualmente quando le funzioni sottostanti sono state ben strutturate. Per saltare il bambino, oltre ad aver imparato a stare in piedi, deve aver acquisito una buona forza nelle gambe e reazioni di equilibrio funzionali. Iniziare a saltare presuppone che il bambino abbia sviluppato una buona percezione del proprio corpo come insieme e non più come parti separate. Il salto, come tutte le altre acquisizioni motorie, evolve nel tempo perfezionandosi. Saltare è ricerca del disequilibrio, della perdita di contatto con il suolo, è ricerca di instabilità, è mantenere il controllo in una situazione destabilizzante. Il salto è ricerca del piacere sensomotorio, è spiccare il volo avendo fiducia in sè stessi.

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